AICD

Dinghy 12 Classico

Legno, fortissimamente legno (di Fabio Mangione)

Legno, fortissimamente legno (di Fabio Mangione)

Cari amici,

a Malcesine in occasione del Campionato Italiano vinto strameritatamente da Vittorio D’Albertas, si è svolto anche un evento non sportivo ma “amministrativo”: l’Assemblea della Classe.

Nel corso della stessa sono stato nominato nuovo Delegato dei Classici in successione a Giuseppe La Scala che ha svolto questo ruolo per ben dodici anni.

Va subito detto che la mia nomina non è stata il risultato di una competizione elettorale che non avrei condiviso, ma l’accoglimento della mia disponibilità a ricoprire un così importante incarico in armonia con gli amici legnaioli tutti, col Consiglio Direttivo ed in definitiva con tutta la Classe.

Manifestai tale mia disponibilità a La Spezia durante la prova ligure del circuito dei Classici, in accordo con Giuseppe che non desiderava più svolgere quel ruolo che lo aveva visto brillante protagonista della vita lignea della Classe per un così lungo periodo. Disponibilità accolta dai presenti all’Assemblea che mi hanno eletto per acclamazione in assenza di altri candidati.

Vorrei qui innanzitutto ringraziare di cuore tutti, chi era presente e chi non c’era ma mi ha fatto sentire il suo sostegno anche a distanza.

Vorrei ringraziare in particolare coloro che si sono sobbarcati una lunga trasferta pur di partecipare all’Assemblea per di più senza prendere parte al Campionato. Sono stati degli eroi.

Ma al di là delle frasi di circostanza, chi era ha Malcesine, e questo è quello che conta davvero, ha potuto lì respirare un clima armonioso tra dinghysti di diversa estrazione velica e di diversa indole.

In questa direzione vorrei svolgere il compito che mi è stato affidato.

Succedere a Giuseppe La Scala che come amo dire, è stato il motore della intera Classe per un lungo periodo non sarà certo cosa facile.

Giuseppe ha svolto prima la funzione di Segretario e poi quella di Delegato dei Classici con una passione e con una dedizione fuori dal comune. I numeri parlano chiaro. Nel 2000 eravamo in quattro gatti a fare le regatine con i legni ed oggi il numero dei partecipanti al Trofeo Nazionale del Dinghy Classico ed anche a tutte le regate nazionali e persino zonali, è cresciuto enormemente.

E’ cresciuto non solo il numero dei timonieri ma anche il loro livello tecnico ed oggi molte delle nostre barche di legno possono competere in certe condizioni quasi ad armi pari con quelle di vetroresina.

Ricordo che, semmai ce ne fosse bisogno, Paolino Viacava con un dinghy di legno ha addirittura vinto un Campionato Italiano a Scarlino nel 2011 e che l’ultima volta era successo più di vent’anni fa, nel 1995…… ma si sa, Paolino è un fuoriclasse e la cosa non sarà facilmente ripetibile.

Nei giorni immediatamente a ridosso del Campionato di quest’anno si sono materializzati dei timori e delle congetture, se proprio vogliamo, parzialmente giustificate dall’incognita relativa alla direzione che avrebbe impresso al circuito del Dinghy Classico colui che sarebbe stato chiamato a svolgere il ruolo che per così tanto tempo è stato di Giuseppe.

Tali timori riguardavano addirittura la sopravvivenza del Trofeo Nazionale del Dinghy Classico o il suo stravolgimento.

Non so con tutta sincerità chi possa aver inventato una favola del genere dal momento che mi risulta che già da La Spezia, quando iniziammo a parlare della cosa, il Trofeo Nazionale del Dinghy Classico, orgoglio e bandiera della intera Classe non fu mai neppure messo in discussione, anzi si disse che l’avvicendamento nelle funzioni di Delegato dei Classici avrebbe rappresentato una ulteriore spinta propulsiva non solo per il Campionato dei Classici ma anche per tutta l’attività dei dinghy di legno in generale.

Questo è stato ed è lo scopo della mia “missione”, la ragione per la quale mi dichiarai disponibile a ricoprire quel ruolo, convinto come sono che la nostra amata barchetta, il cui progetto è del 1913, è nata di legno e che la logica evoluzione che ha avuto in Italia con l’affinamento dell’armo prima e con l’introduzione della vetroresina poi, ha prodotto quel fenomeno di cui siamo fortunati testimoni: l’unica Classe velica che continua a conoscere uno sviluppo crescente e più o meno costante negli anni poiché in grado di soddisfare una vastissima gamma di aspettative e desideri di chi vi si avvicina.

In questo contesto il ruolo delle barche di legno, siano esse attrezzate da regata o semplicemente idonee ad un uso non competitivo, amorevolmente condotte dai loro Armatori è quello di rappresentare un modo sempre bello di andare per mare, vuoi per il fascino di una barca d’antan, vuoi per la tecnicità della conduzione, vuoi per il fair play che quasi sempre distingue il dinghysta regatante (con qualche rara eccezione). Last but not least: esse (i legni) ricoprono una funzione aggregatrice nel variegato mondo di noi dinghysti. Molti sono gli Armatori che posseggono una barca di legno ed un’altra di vetroresina o quelli che talvolta si prestano al legno.

Una Classe importante e storica come la Classe Dragone si sta avvicinando solo adesso al nostro modello prevedendo degli eventi riservati alle barche in legno. In questo siamo stati dei precursori.

Come delegato dei Dinghy Classici desidero essere un collettore di opinioni e di desideri inerenti la nostra barca ed a tal fine ho già pregato Giuseppe di fornirmi l’indirizzario di Armatori e simpatizzanti del Dinghy Classico per potere con essi instaurare una proficua collaborazione.

Intanto affido a Dinghy News queste mie prime considerazioni.

Ritengo che gli eventi riservati ai Dinghy Classici debbano avere oltre all’aspetto puramente agonistico, ove ciò sia possibile, anche quello più legato alla convivialità per dar modo ad altri nuovi Armatori di aggiungersi al “Club”. Un Club non riservato o peggio chiuso ma anzi sempre aperto ad accogliere nuovi appassionati amici.

In alcune occasioni sarà il caso di far coincidere manifestazioni riservate alle barche d’Epoca e Classiche promosse o patrocinate dall’AIVE (Associazione Italiana Vele d’Epoca) di cui mi onoro di essere Consigliere, con i nostri eventi così da promuovere e dare più visibilità alle nostre barche e perché no, reclutare qualche altro Armatore di barca d’Epoca che come me venga folgorato dal piccolo grande fascino del dinghy. Una interessante sinergia.

Lavorerò con il Consiglio Direttivo per stringere i molti legami che ci uniscono alle Flotte estere e per sciogliere i pochi nodi che ancora ci dividono al fine di promuovere un sano confronto. A tal fine sono state molto utili le trasferte di Loosdrecht in Olanda e di Travemunde in Germania che hanno contribuito a rinsaldare i già buoni rapporti esistenti.

Non è ancora stato definito il calendario del Trofeo Nazionale del Dinghy Classico e so che molti di Voi che leggete avete una gran voglia di conoscere luoghi e date.

Sarà mia cura comunicarVi tempestivamente tutto non appena avremo incastrato un calendario il più possibile entusiasmante ed efficiente. Una specie di cubo di Rubik data la varietà e quantità di regate in programma.

Concludo con una raccomandazione a me ed una anche a Voi.

Esorto me stesso a portare la mia tavola per la costruzione di questa barca comune che so sarà ben pesante. Invito tutti Voi legnaioli a portare le Vostre tavole perché insieme alla mia possano diventare ordinate, madieri, fasciame di questo grande dinghy che ci farà navigare in acque sicure.

Tutto ciò però rigorosamente di legno, fortissimamente legno…

 

Fabio Mangione


 

Go to top of page

Ultime foto gallery