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Dinghy 12 Classico

SAN VINCENZO QUINTA TAPPA CLASSICI IL FINE SETTIMANA CHE NON TI ASPETTI (di Dani Colapietro)

SAN VINCENZO QUINTA TAPPA CLASSICI  IL FINE SETTIMANA CHE NON TI ASPETTI (di Dani Colapietro)

SAN VINCENZO QUINTA TAPPA CLASSICI  IL FINE SETTIMANA CHE NON TI ASPETTI (di Dani Colapietro)

Quest’anno il circuito dei classici si è concluso a San Vincenzo, dove, nel fine settimana del 17 e 18 settembre, si è disputata la quinta ed ultima tappa organizzata dal Circolo Nautico San Vincenzo.

Nonostante 15 giorni prima fosse andato di scena a Monfalcone il Campionato Nazionale, evento che assorbe molte energie, per non dire tutte quelle che restano, dato che siamo a fine stagione (come sempre dinghysti del Tigullio a parte) e nonostante che le previsioni meteo consigliassero programmi più conservativi, alla fine ci siamo trovati in acqua in ventuno, numero tutto sommato più che soddisfacente.

Per la verità potevamo essere in acqua un po’ di più, ma chi per una ragione, per esempio Italo Bertacca che ha preferito acquistare vini bio dinamici anziché cercare conduzioni dinamiche, chi per altre ragioni, per esempio Uberto Capannoli che tra Gigi balla, Balla con Gigi e cinghiali non è riuscito neanche a raggiungere la linea di partenza ha fatto si che nella conta finale sia mancato qualche nome eccellente.

Unico assente giustificato Marcello Corsi che, insieme a Uberto, si sono adoperati, riuscendoci alla grande, per offrirci il meglio dell’ospitalità toscana.

Chi è sceso in acqua ha avuto la fortuna di partecipare a quattro regate tutte diverse e tutte intense.

La prima partenza di sabato viene differita di più di un’ora, al fine di consentire al vento da sud di stendersi con buona intensità e calmare l’onda da libeccio, che si era formata il giorno prima.

C’è abbastanza vento da stare alle cinghie e spingere come piace a me.

Parto gasato e convinto di fare una buona regata. Peccato che il “fringuello volante” Massimo Schiavon sia più gasato e convinto di me: va subito dalla parte giusta, regata bene come è suo solito ed è anche veloce, che con vento non è il suo solito.

Arriva primo con buon margine, secondo io, terzo Vincenzo Penagini che, se non sbaglio, nell’ultima poppa infila Nicola Giovannini. Si proprio Nicola dal Lago Trasimeno. Dopo parecchio che non lo si vedeva è tornato a regatare ed è sempre un piacere confrontarsi con lui, dato che è un bravo velista.

Per la seconda prova il vento gira a ponente. Fresco in partenza, cala durante la regata.

Nella seconda bolina mi infilano Massimo Schiavon, che va a vincere e Nicola Giovannini, che conclude secondo.

Terminata la kermesse velica, inizia quella gastronomica.

E’ piuttosto tardi. Il polpo, che era stato preparato per la merenda, diventa una specie di aperitivo, al quale segue due ore dopo la cena offerta dai circoli organizzatori nella bellissima tenso struttura montata nel piazzale.

Dopo una notte di riflessione e digestione domenica mi sveglio interno alle 6.30: diluvia, vento a raffiche ben oltre la soglia consentita per i dinghy, mare arrabbiato.

Prevedo un mesto rientro.

Invece, il meteo di questo strano fine settimana ci stupisce ancora una volta. Verso le 11 il cielo si apre e la giuria ci manda in acqua.

La prima prova si corre con un vento sporco da terra, che rende la regata veramente imprevedibile.

Grande prima bolina di Stefano Puzzarini, che gira primo seguito da Anghileri, che nella poppa lo infila.

Io sono a ridosso dei primi. Nella seconda bolina recupero un po’ di posizioni e concludo secondo dietro a Toni Anghileri, che si ricorda di essere campione nazionale classici in carica a da tale si comporta.

Massimo Schiavon sbaglia partenza e prima bolina. Conclude nono e così aspettiamo tutti e due la quarta prova per vedere chi si aggiudicherà questa tappa.

Il vento gira ancora a maestrale.

Regata divertente con ultima poppa da brivido, che iniziamo nel seguente ordine: Patrone, io, Schiavon e Penagini.

Se arriviamo così ha vinto Schiavon.

In poppa Massimo si avvicina. Riesco a prendere l’interno ed a superare Alberto Patrone.

Giro la poppa primo di una incollatura su Penagini, autore di una strepitosa poppa nella quale recupera due posizioni, Patrone e Schiavon, che nell’ordine concludono, regalandomi questa tappa.

Nella ultima strambata il picco si impiglia nella sartia e così Massimo non può attaccare Alberto e Vincenzo.

Per Massimo sarebbe bastato recuperare una posizione ed avrebbe vinto.

Per me è lui il vincitore di questa tappa, in quanto è stato bravissimo e velocissimo, in condizioni che non gli sono propriamente congeniali.

Terzo Fabio Mangione, che vince anche la classifica dedicata ai Veteran. Fabio e Massimo sono stati le costanti spine nel mio fianco in tutte le tappe.

Quarto e primo dei Master, quasi come sempre anche se questo titolo non gli va molto a genio, Vincenzo Penagini.

Patricia Surendonk si aggiudica la classifica femminile, precedendo Paola Randazzo.

Paolo Briolini, insieme alla sua Cristina, in forma smagliante al momento della premiazione,  si aggiudica la classifica degli equipaggi in doppio.

E così è finita anche questa stagione.

Schiavon ha concluso l’esperienza coi legni per dedicarsi ai moderni.

Altrettanto farò io, restituendo la fantastica barra di Abbidubbi al suo armatore e sperando che, di quando in quando, mi conceda ancora il privilegio di condurla.

Stefano Puzzarini, che quest’anno ha fatto vedere cose molto interessanti, sale su Maxima.

Il mercato barche è in pieno fermento: qualcuno sta pensando di sottoporre il suo dinghy ad un radicale maquillage, altri stanno sondando il mercato per vedere se c’è in giro qualche classico di ultima generazione, per lanciare l’assalto alla vetta. 

Insomma non si conosce ancora la classifica definitiva della quindicesima edizione del Trofeo dinghy classico 2016 che già si sta iniziando a scrivere quella dell’anno prossimo.

     


 

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