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Dinghy 12 Classico

Quando sono gli episodi a fare la differenza (di Dani Colapietro)

Quando sono gli episodi a fare la differenza (di Dani Colapietro)

QUANDO SONO GLI EPISODI A FARE LA DIFFERENZA

 

Quante volte abbiamo sentito dire dagli addetti ai lavori del pallone che le partite, quando i valori in campo sono pari, si vincono e si perdono per degli episodi.

 

Così è accaduto anche alla Spezia, in occasione della seconda tappa dei classici.

 

Sabato Massimo Schiavon vince d’autorità le prime due prove e stecca la terza.

 

Alla fine della giornata sono primo nella provvisoria (due secondi ed un terzo), ma con lo scarto siamo tutti lì. Massimo Schiavon, Fabio Mangione, Fabrizio Cusin, Alberto Patrone ed Italo Bertacca, lo cito per ultimo altrimenti è sempre primo.

 

La prima prova di domenica si disputa con vento leggero. Non è la condizione che preferisco. Però Casmaran, il Colombo di Fabio Mangione, vola e vinco. Massimo Schiavon si adopera in un prodigioso recupero e conclude terzo.

 

Ci accingiamo ad affrontare l’ultima prova a pari punti.

 

Dopo qualche partenza annullata perché la boa è troppo bassa ed in molti erano fuori già all’ultimo minuto, finalmente inizia l’ultima regata, quella decisiva.

 

Parto bene e libero in barca giuria, altrettanto fa Massimo a metà dell’allineamento. Navighiamo entrambi con mure a dritta.

 

Sono in controllo, probabilmente davanti.

 

Il vento ruota a sinistra e quel poco di vantaggio, ammesso che ci sia, svanisce.

 

Massimo vira e con mure a sinistra si avvicina.

 

Non aspetto l’incrocio. Viro anch’io e mi metto a navigare mure a sinistra sottovento e leggermente avanti.

 

Ci aspetta un bordo di qualche centinaia di metri.

 

Lì parte la battaglia.

 

Il vento oscilla: quando da buono è avanti Massimo, quando da scarso lo sono io. E’ una lotta di nervi.

 

Nessuno dei due vuole mollare un metro.

 

Sappiamo che in quel bordo ci giochiamo la regata.

 

Siamo in layline. Aspetto lo scarso e viro. Massimo, fa come me all’incrocio precedente. Non aspetta l’incrocio e vira. E’ sottovento, siamo pari e distanti non più di due lunghezze.

 

La boa è poco lontana. Se tengo la velocità e se non dà scarso forse passo io e Massimo no. Se da qualche grado di buono, Massimo mi infila da sotto vento.

 

Alla fine passo io e così vinco la regata.

 

La classifica dice che siamo distanti cinque punti, ma nella realtà siamo stati e siamo vicinissimi. La differenza l’ha fatta una incollatura.

 

Completa il podio e vince la categoria Veteran, Fabio Mangione che, scartato il 12° nella seconda prova, infila tre quarti ed un primo, con notevole distacco sul resto della flotta nell’ultima prova della giornata di sabato.

 

Sesto assoluto e primo dei master Vincenzo Penagini, un po’ sotto tono dato il suo livello.

 

Ubaldo Bruni, decimo assoluto, si aggiudica la classifica Vintage precedendo Marcello Coppola.

 

Una citazione per i coniugi Chiaruttini: primi nel doppio ed autori di una bellissima quarta prova. Partono in boa, regatano dalla parte giusta e si presentano in cima alla bolina secondi assoluti, posizione che poi perdono, ma di poco, a causa del poco vento e del peso dell’equipaggio, derivante dalla presenza di due persone a bordo.

 

Abbiamo regatato fuori diga. Dentro c’è più vento, zero onda e zero corrente.

 

Fuori diga meno vento e la direzione non è mai scontata. A complicare le cose ci sono onda e corrente.

 

E’ un campo piuttosto difficile, dove le regate sono incerte fino alla fine.

 

La Marina Militare ha voluto che la tappa dei dinghy facesse parte del Trofeo Mariperman, manifestazione bene organizzata, ma forse con troppi eventi e classi al suo interno.

 

Risultato: tutti noi abbiamo avuto la sensazione che l’ospitalità, da sempre fiore all’occhiello della Marina Militare, non sia stata all’altezza delle aspettative.

 

Mi spiace e della cosa mi scuso con tutti, specialmente con coloro i quali hanno dovuto affrontare una lunga trasferta, in quanto, giustamente per i dinghysti ero il responsabile dell’organizzazione.

 

Dani Colapietro


 

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