AICD

Dinghy 12 Classico

Sciamanus dixit......

Sciamanus dixit......

BENTORNATO WWW.DINGHY12CLASSICO.IT

 

Era da un po’ di tempo che avevo in animo di dare un saluto al rinato sito dei classici e al nuovo timoniere.

Amo il Dinghy, amo la Classe, tutta, unica, indivisibile, ma ho l’animo del legnaiolo.

La vicenda dei legni in ambito AICD l’ho vissuta per intero sin dalla fine degli anni ’90, quando la loro presenza nella vita attiva della Classe si era ridotta al lumicino, sopraffatta dalla straordinaria e rigeneratrice crescita dei cosiddetti scafi moderni.

La resistenza silenziosa allora era nelle mani di pochi. Ricordo lady Tay De Negri, Pino De Marte, il prof Sergio Michel, Roberto Armellin…. e indegnamente il sottoscritto con il suo stravecchio Lion’s Girl oggi in mani migliori.

La svolta la posizionerei nel raduno di Voltri del 2002, quando, in occasione del 100° del Circolo Nautico Costaguta, con tanto di banda, una dozzina di legnaioli - tra veterani e new entry – danno vita a un timido segnale di ripresa.

Piano, piano ai vecchi scafi d’epoca si aggiungono le nuove costruzioni di Colombo e  Riva , sempre di legno, ma anche incollati e sofisticatamente armati. I legnaioli non vogliono mollare, vogliono competere con gli scafi moderni, auto svuotanti, facilmente raddrizzabili in caso di scuffia, meno delicati e meno bisognosi di cure.

 Ma nasce anche l’idea di un circuito di regate dedicato solo a loro, ai legni, dei momenti di separazione in casa non del tutto indolori.

Ci si era però del tutto dimenticati che la regata la vince soprattutto il timoniere, che è quello che in tutti i tempi, come la storia insegna, fa davvero la differenza. Un primo segnale, indicativo, lo aveva dato in questo senso Dani Colapietro, che nello stesso anno aveva vinto il “Trofeo AICD” (poi “Coppa Italia”) con uno scafo di VTR e il “Trofeo 4 Laghi” con un vecchio e malandato scafo di legno. Poi, la botta finale dell’asso degli assi, Paolino Viacava, che arma un Colombo, mortifica tutti, e vince il Campionato Italiano assoluto del 2011. Era dal 1995 che un legno non vinceva un titolo nazionale!

Per amor dl vero va detto che l’AICD non ha mai trascurato i legni, che sono e sempre saranno l’anima della Classe.

Dato a Cesare - al secolo Giuseppe La Scala, innovatore e trascinatore del classici – quel che è di Cesare, cioè riconoscenza e gratitudine per quello che ha saputo fare, adesso la “Sezione dei Classici” ha cambiato timoniere. Fabio Mangione farà altrettanto bene e il rinato sito ne è la significativa dimostrazione.

Il primo maggio parte la stagione 2015 e non posso rinviare oltre il saluto dello Sciamano a tutti i legnaioli e al neo capobanda.

 


 

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